di Antonella Sabatini per la cura di Marcello Sparaventi
Fondazione Pescheria – spazio Bianco – Pesaro – 29 luglio 10 settembre 2023
Le preghiere si rivolgono agli dei, alle cose, ai miti ed alle persone, sono una forma intensa di conversazione: le preghiere sono luce gettata nel mondo, volta e rivolta al destino. Ma le preghiere invecchiano, si sporcano, hanno necessità di essere nettate. Pregare è dare voce ad una poetica dell’ultra mondo. Quello più esterno e lontano che si possa immaginare. Poetico non è il rovistare nel proprio interno come se fosse un santuario dice Arminio. I santi, quelli veri, stanno nel mondo fuori, è la che vanno cercati. Poetico è il guardare fuori che non è gesto banale, si guarda con le mani, con i piedi, con il respiro che circola e appunto, gira; talvolta quando si prega senza parole si guarda il muro piuttosto che lo specchio perchè è sempre un fuggire del guardarsi. Guardare è una forma di umiltà e di coraggio è avventurarsi in qualcosa di meno noto rispetto al sé specchiato. La preghiera è spesso occupata da cuori stretti, da spiriti esangui avvinghiati all’esercizio di usare la parola per disincantare il mondo. Artisti del freddo, del chiuso, del conservato senza domani. La preghiera al lavatoio di Antonella Sabatini invece sa di bucato fresco perchè sa di aria, di luce, di un intreccio ogni volta diverso. È voce che illumina i buchi, bianchi perchè non più bui. – Giorgio Di Tullio –







